
“Comitato
per la riduzione
dell'impatto
ambientale
dell'aeroporto
di Ciampino”
Polveri sottili anche dai cieli di Roma,
Ciampino e Marino: gli aerei diretti a Roma-Ciampino lasciano una scia
di smog lungo le aree della rotta di atterraggio e decollo.
301,83 microgrammi al metro cubo, sotto la
rotta di atterraggio, nel cuore del Parco degli Acquedotti nel Comune di Roma,
il più elevato valore registrato per le polveri sottili PM10.
Altri picchi:
235,69 microgrammi/metro cubo a Santa Maria
delle Mole
193,87 microgrammi/metro cubo a Cava dei Selci, nel Comune Marino,
sotto la rotta di decollo.
Dati allarmanti, anche per i valori medi per
le PM10: 9 rilevamenti su 10 sono al di sopra del limite di legge.
Misurate anche le polveri PM2,5, le ultrasottili, più pericolose
per la salute: 47,40 microgrammi/metro cubo a Largo Europa Unita a
Ciampino, 40,26 microgrammi/metro cubo a Santa Maria delle Mole nel
Comune di Marino.
Duemilacento valori misurati per le polveri
sottili, in ventiquattro luoghi: è la prima vera campagna di
misurazioni dell’impatto dell’aeroporto Pastine di Roma-Ciampino,
realizzata da Legambiente Lazio e “Comitato per la riduzione
dell'impatto Ambientale dell'aeroporto di Ciampino”.
Aeroporto di Roma-Ciampino: + 338% di voli
commerciali negli ultimi cinque anni, ecco il problema.
Legambiente
Lazio e Comitato: “Dati allarmanti per lo smog dai cieli a Roma,
Ciampino e Marino: urgente e necessaria una diminuzione dell’impatto
dell’aeroporto di Roma- Ciampino. Il dossier al nuovo Ministro dei
Trasporti, per chiedere un rapido intervento.”
301,83 microgrammi al metro cubo nel cuore
del Parco degli Acquedotti nel Comune di Roma:
è questo in assoluto, il più elevato valore registrato
per le polveri sottili PM10, durante il monitoraggio realizzato dai
tecnici di Legambiente Lazio, con la collaborazione del “Comitato per
la riduzione dell'impatto Ambientale dell'aeroporto di Ciampino”,
i cui risultati sono stati presentati questa mattina
durante la conferenza stampa tenutasi presso la sede di Legambiente
Lazio a Roma.
Duemilacento
valori misurati per le polveri sottili, in
ventiquattro luoghi complessivamente monitorati per tre giorni dal 17
al 19 Luglio, nei Comuni di Roma (4 luoghi), Marino (6 luoghi) e
Ciampino (14 luoghi) costituiscono la prima vera campagna di
misurazioni effettuata per misurare l’impatto dell’aeroporto Pastine di
Roma-Ciampino, dopo mesi e mesi di denunce da parte dei cittadini e di
annunci da parte delle istituzioni.
Per i valori massimi registrati per le PM10,
le altre peggiori situazioni monitorate si trovano in due frazioni nel Comune Marino,
stavolta in aree sotto la rotta di decollo degli aerei in partenza
dall’aeroporto di Roma-Ciampino: a Santa Maria delle Mole,
dove lo strumento ha segnato 235,69 microgrammi/metro cubo, ed a Cava
dei Selci, che, con 193,87 microgrammi/metro cubo, completa la parte
alta di questa triste classifica dello smog.
Dati allarmanti, anche per i valori medi
registrati per le PM10: ventisette su ventinove sono fuorilegge (il
93%), al di sopra del limite per la concentrazione media giornaliera
stabilita dalla normativa in 50 microgrammi/metro cubo. Con 178,97 microgrammi/metro cubo, è
Via Niccolò Tommaseo, nella frazione di Santa Maria delle Mole
nel Comune di Marino, a guadagnarsi il peggior valore per le polveri
sottili PM10, più del triplo del limite di legge. Entra nella top five dei valori più
alti per le Pm10, anche quello di 85,63 microgrammi/metro cubo
monitorato nel Parco degli Acquedotti, nel Comune di Roma.
E’ interessante evidenziare che nelle
giornate, leggermente ventose, in cui sono stati effettuati i
rilevamenti le concentrazioni medie rilevate dalla centraline di
monitoraggio nel Comune di Roma
erano sempre nei limiti di legge, con valori piuttosto bassi, compresi
tra i 25 microgrammi/metro cubo ed i 48 microgrammi/metro cubo
(quest’ultimo, registrato nella sola centralina Arenula).
Per l’occasione i
tecnici hanno anche monitorato, con lo strumento Model GT–331 Met One
Aerosol Mass Monitor, le polveri totali sospese (TSP), le cui
situazioni peggiori complessivamente si registrano, per i valori medi,
ancora nelle aree lungo la rotta di decollo degli aerei: per le polveri
sottili TSP, è ancora la frazione di Santa Maria delle Mole nel
Comune di Marino, con 261,55 microgrammi/metro cubo nel punto a Via
Niccolò Tommaseo, a guadagnare il peggior valore medio, ben al
di sopra della soglia di attenzione stabilita dalla legge (150
microgrammi/metro cubo); seguono Via Bassini nella frazione di Cava dei
Selci a Marino, con 195,90 microgrammi/metro cubo e Largo Europa Unita
a Ciampino con 151,31 microgrammi/metro cubo. Per quanto riguarda i
valori massimi, i cosiddetti “picchi” anche per le TSP rimane
quello del Parco degli Acquedotti a Roma il valore peggiore, con 360,35
microgrammi/metro cubo, dato che supera abbondantemente il valore di
allarme stabilito dalla normativa (360 microgrammi/metro cubo).
Di grande interesse anche le misurazioni che
riguardano le polveri PM2,5, le più pericolose per la salute
umana perché ultrasottili, capaci cioè di superare la
barriera alveolo-polmonare entrando direttamente in circolo nel sangue:
i valori medi più elevati, per i quali
non esiste ancora una soglia di legge ma solo una raccomandazione dell’Unione Europea
ad avviare i monitoraggi, si registrano nelle aree lungo le rotte di
decollo con 47,40 microgrammi/metro cubo a Largo Europa Unita a
Ciampino, 40,26 microgrammi/metro cubo a Santa Maria delle Mole nel
Comune di Marino e 39,67 microgrammi/metro cubo ancora a Largo Europa
Unita a Ciampino. I “picchi” dei valori massimi per le PM2,5 si
registrano ancora a Largo Europa Unita a Ciampino con 255,14
microgrammi/metro cubo, un valore davvero elevato, molto preoccupante
per le conseguenze
sulla salute dei cittadini; a Via Campo Farnia nel Comune di Roma
con 92,41 microgrammi/metro cubo e ancora Largo Europa Unita a Ciampino
con 80,84 microgrammi/metro
cubo.
“Lo smog viene anche dai cieli, i dati che
abbiamo rilevato sono allarmanti e confermano la necessità di
una diminuzione dell’impatto dell’aeroporto di Roma- Ciampino, troppo
sovraccarico di voli e passeggeri, collocato in un luogo che porta gli
aerei a sorvolare aree molto urbanizzate, sia nella fase di decollo che
in quella di atterraggio. Questi dati oggi ci dicono che il problema
non è solo a Ciampino, ma anche a Marino e soprattutto a Roma,
che viene inutilmente attraversata da centinaia di aerei ogni giorno,
che lasciano una pesante scia di inquinanti nel nostro cielo, che
ricadono sui cittadini ma anche sui monumenti. – dichiara Lorenzo
Parlati, Presidente di Legambiente Lazio.
Dopo mesi e mesi di proteste,
di manifestazioni e di annunci, questa campagna che Legambiente Lazio
con il comitato dei cittadini ha progettato e realizzato è uno
tra i pochi fatti concreti per comprendere meglio la situazione,
verificando per la prima volta che l’impatto dell’aeroporto è
davvero pesante in termini di inquinamento atmosferico, forse
più di quanto non lo fosse nelle impressioni di ciascuno di noi.
L’aeroporto di Roma-Ciampino non può continuare ad andare avanti
in questo modo, senza alcuna programmazione, senza valutare gli impatti
delle iniziative che si attuano, ma solo rincorrendo l’incremento del
numero dei passeggeri e ritrovandosi poi ovvii problemi di smog e di
rumore. La richiesta non è ovviamente quella di ridurre la
mobilità delle persone, dei turisti, ma certo va definita presto
una soluzione che preveda un deciso alleggerimento per questo
aeroporto, per tutelare anche i cittadini romani che vivono nelle aree
della rotta di avvicinamento che attraversa tutta Roma, ma pure le
popolazioni di Santa Maria delle Mole nel comune di Marino che invece
sono sotto la rotta di decollo. La prima strada da valutare è
quella dello spostamento di voli su Fiumicino, verificandone la
possibilità senza sovraccaricare quello scalo. Se questa ipotesi
non dovesse essere praticabile, allora bisognerebbe valutare l’ipotesi
di spostare voli in altri aereoporti, verificando con grande attenzione
la situazione dello scalo Latina, valutando gli impatti e coinvolgendo
le popolazioni, al contrario di quanto è stato fatto a Ciampino,
per non trovarsi nella stessa situazione. Allo stesso tempo vanno resi
noti i risultati dell’indagine sul rumore che l’ARPA ha affermato di
aver iniziato, anche realizzando subito un piano per utilizzare i soldi
dell’imposta regionale sul rumore fissata cinque anni fa che non sono
ancora mai arrivati a destinazione. Da subito, credo che ENAC e Ryan
Air che sono i principali attori in questa partita, sarebbe davvero
utile che facessero un passo avanti, mostrando maggiore
disponibilità. Oggi, intanto, invieremo questo dossier al nuovo
Ministro dei Trasporti, che speriamo possa rispondere presto a questi
problemi con tutte le azioni che riterrà più utili.”
Per capire bene il
problema, basta leggere i dati relativi al traffico aereo
nell’aeroporto di Roma-Ciampino:
29 voli commerciali al
giorno del 2001
sono diventati 32 nel 2002, 108 nel 2005 e 127 nel 2006, secondo i dati
e le proiezioni tratte dal sito di Assaeroporti, l’Associazione
Italiana Gestori Aeroporti. U
n incremento di numero di voli commerciali
del 338% negli ultimi cinque anni, del 17,6% nell’ultimo anno, a cui
è corrisposto un incremento in termini di passeggeri del 645% in
cinque anni e del 26,4% nel solo ultimo anno.
Questo in certi orari significa un volo
ogni quattro cinque minuti, praticamente in continuo.
Tabella 1. Incremento passeggeri / voli
giornalieri Aeroporto Roma- Ciampino 2001/2006.
|
Anno
|
PASSEGGERI TOTALI
|
Voli al giorno TOTALI (commerciali + aerotaxi)
|
Voli al giorno di linea (solo commerciali)
|
|
2001
|
718.562
|
72
|
29
|
|
2002
|
960.263
|
80
|
32
|
|
2005
|
4.234.999
|
161
|
108
|
|
2006 (*)
|
5.353.257
|
190
|
127
|
(*) Anno 2006 Proiezione sulla base dei dati
GEN-GIU 2006 (da http://www.assaeroporti.it/)
Proprio per sottolineare questi problemi, ma
anche una gestione fuori dalle norme dell’aeroporto di Roma-ciampino,
nei giorni scorsi Legambiente Lazio ed il “Comitato per la riduzione
dell'impatto Ambientale dell'aeroporto di Ciampino” hanno anche inviato
un esposto all’Unione Europea,
chiedendo l’attivazione di una procedura di infrazione a carico della
Repubblica Italiana per diverse violazioni delle direttive Comunitarie,
nella gestione dell’aeroporto di Roma-Ciampino.
Sono sei le principali
inadempienze segnalate: l’assenza di sistemi di monitoraggio del rumore
(previsti dall'art. 2 del DPR 496/97, non è mai invece stata
installata da AdR alcuna centralina di monitoraggio del rumore,
pregiudicando, di fatto, ogni possibile azione di controllo e di
risanamento acustico); l’assenza di controllo sui sistemi di
monitoraggio del rumore (a carico dell’ARPA Lazio, che ai sensi del DPR
496/97 avrebbe dovuto presentare al Ministero dell'Ambiente relazioni
semestrali sullo stato dei sistemi di monitoraggio del rumore
aeroportuale a Ciampino, relazioni che non risultano essere state mai
presentate, e che avrebbero evidenziato l'assenza dei sistemi di
monitoraggio, costringendo AdR a rispettare la legge); l’assenza della
valutazione di impatto ambientale (non è mai stata effettuata,
anche se gli aeroporti rientrano tra le opere inserite nel primo
decreto di recepimento della direttiva europea sulle procedure di VIA,
il DPCM 377 del 10/8/1988); la mancanza della zonizzazione acustica
dell'intorno aeroportuale e l’assenza di piani di risanamento e piani
di abbattimento e contenimento del rumore (previsti dall'art. 3 comma 1
del DPR 496, a
carico di AdR, con i Comuni e la Regione); il mancato rispetto del
divieto del volo notturno dalle 23 alle 6.
Roma, 3 Agosto 2006
COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL’IMPATTO
AMBIENTALE DELL’AEROPORTO DI CIAMPINO
Comunicato Stampa
Roma, 3 Agosto 2006
E’ ora che finisca il far west aeroportuale,
dichiara Roberto Barcaroli, presidente del “Comitato per la riduzione
dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino” (comitato a
cui sono associati anche i comitati di quartiere di Marino e del
Municipio X di Roma, la Pro Loco di Ciampino, Cittadinanzattiva di
Ciampino e altri Comitati di difesa dei Cittadini).
Negli ultimi 5-6 anni il traffico in questo
aeroporto è cresciuto a dismisura nel completo disinteresse per
le norme di legge che, fin dal 1997, impongono di effettuare la
“zonizzazione acustica” dell’intorno aeroportuale e di predisporre un
ferreo sistema di monitoraggio permanente dell’impatto acustico prima
di poter decidere il mantenimento del traffico esistente o lo sviluppo
di nuovo traffico.
Queste norme di legge impongono misure di
contenimento dell’impatto ambientale,da finanziarsi anche a spese del
Gestore aeroportuale e con tasse sul traffico, per consentire il
mitigamento dell’impatto sui cittadini e sul territorio.
Nulla è stato fatto e la “Commissione
Aeroportuale”, costituita in ogni aeroporto in base alla legge quadro
sul rumore del 1977 per garantire l’effettuazione, entro sei mesi,
della “zonizzazione acustica”, nel caso dell’aeroporto Pastine non ha
prodotto ancora, in otto anni, alcun risultato né si è
proceduto a convocare entro sei mesi la Conferenza dei Servizi (come
previsto dalla stessa legge in caso di fallimento della Commissione
Aeroportuale).
Nulla è stato fatto sul rumore, nulla
sull’inquinamento dell’aria, sulla verifica delle conseguenze sulla
salute dei cittadini colpiti, sulle garanzie di sicurezza per i
cittadini e per i passeggeri.
Intanto l’aeroporto Pastine ha scalato la
classifica degli aeroporti nazionali passando dal diciannovesimo posto
del 2001 al settimo posto nel primo semestre 2006.
L’ENAC, che presiede la Commissione
Aeroportuale e che dovrebbe essere il garante nei confronti dei
cittadini e della legge, si è preoccupata soltanto di garantire
lo sviluppo del traffico e l’operatività di AdR e delle
Compagnie aeree. Tanto da far fallire il Tavolo di Concertazione aperto
nel 2005 dalla Regione Lazio per la sua completa indisponibilità
a qualsiasi azione di limitazione del traffico o di mitigazione (rotte
di volo e regole a terra antirumore e di mitigazione ambientale).
Nulla ha fatto il Ministero dei Trasporti,
nulla il Ministero dell’Ambiente e nulla l’ARPA (nonostante il Comitato
abbia raccolto e portato a conoscenza anche del Presidente Marrazzo 700
esposti individuali di cittadini, di Ciampino, Roma e Marino, che
richiedono l’intervento di questa Agenzia Regionale per verificare
inquinamento acustico e atmosferico).
Solo dopo le numerose proteste dei Cittadini,
dell’Amministrazione Comunale di Ciampino e di quella del Municipio X
di Roma, nel 2005 è stato convocato il Tavolo di Concertazione
presso la Regione Lazio.
Di recente alle proteste di Ciampino e Roma
si è unita anche la neoeletta Amministrazione di Marino.
Le prime misure sul rumore, che supera i 100
decibel a fronte dei 65 permessi dalla legge, sono state condotte da
Legambiente, così come da Legambiente sono state effettuate le
prime misure sulle polveri presentate nella conferenza odierna (anche
queste ampiamente oltre i parametri di legge).
Le Istituzioni responsabili, per legge e per
dovere politico, continuano a latitare e a nascondersi
nell’omertà.
Così come sarebbe auspicabile una
decisa presa di posizione del Sindaco di Roma in difesa dei suoi
cittadini, anche in considerazione del fatto che l’aeroporto Pastine si
trova nel territorio del Comune di Roma.
Il Comitato per la riduzione dell’impatto
ambientale dell’aeroporto di Ciampino ritiene che l’unica soluzione
attuabile per garantire il rispetto della legge e la tutela della
salute dei cittadini sia il trasferimento dei voli low cost
dall’aeroporto di Roma-Ciampino a quello di Fiumicino, in attesa che lo
sviluppo del Piano Aeroportuale Regionale consenta di individuare un
nuovo aeroporto idoneo a sopportare tale traffico.
Questa misura è attuabile in tempi
brevi e l’aeroporto di Fiumicino ha ampia possibilità di
ospitare tali voli. Dimostrazione di ciò è il recente
accordo con Alitalia per il trasferimento dei voli da Malpensa.
L’Aeroporto di Roma-Ciampino ha ormai quasi
100 anni, era nato nel 1916 come base per i dirigibili e piccolo
aeroporto nei pressi dell’ottocentesco nodo ferroviario preesistente
(come già aveva fatto il primo nucleo abitato), e, quando
successivamente divenne l’aeroporto internazionale di Roma, il traffico
per il quale era stato dimensionato non superava i 500.000 passeggeri
all’anno. A seguito di queste limitazioni strutturali e delle proteste
dei cittadini di Roma per il continuo rumore degli aerei, fu costruito
l’aeroporto di Fiumicino.
Dal 1961, quando il traffico fu spostato a
Fiumicino, l’aeroporto di Ciampino divenne uno scalo secondario e a
scarso traffico. E così è rimasto per quarant’anni. In
questo lungo periodo le aree urbane di Roma, Ciampino e Marino hanno
lentamente “abbracciato” l’area aeroportuale. Ormai da quasi
quarant’anni le file di palazzi di Ciampino iniziano a 150 metri dalla
pista e l’abitato di Marino si trova a poche centinaia di metri.
La direzione della pista è inoltre
orientata verso il cuore di Roma, tanto che per atterrare gli aerei
devono attraversare tutta la città a bassa quota, da Villa Ada a
Capannelle.
Come si può pensare che questo
aeroporto ormai “storico” possa ospitare un traffico di centinaia di
voli al giorno e di milioni di passeggeri all’anno? Né la legge
né il buon senso lo consentono.
Un territorio dove le regole non valgono
nulla perde il suo valore e la sua vivibilità. Il far west era
un territorio che non valeva nulla. Infatti veniva dato gratuitamente a
chi era abbastanza disperato da arrivarci per primo. I cittadini di
Ciampino, Roma e Marino non meritano e non accettano questo trattamento.
Il Comitato richiede al Ministero dei
Trasporti, al Ministero dell’Ambiente ed alle altre Istituzioni
responsabili della tutela dei cittadini e del territorio un immediato
intervento per il ripristino della legalità e per la tutela
della salute dei cittadini e della vivibilità del territorio